
X
X è prima di tutto esperienza: perché l’apprendimento è prima di tutto un vissuto, che deve essere progettato perché abbia successo nel trasformare le idee in obiettivi e gli obiettivi in traguardi reali.
X è incognita: perché l’apprendimento riguarda ciò che ancora non conosciamo, ma che possiamo scoprire.
X è un moltiplicatore: perché il sapere non è un valore che aumenti linearmente. Le idee s
X è incrocio: è il punto in cui esperienze diverse si incontrano (o scontrano). Dall’incontro con l’altro, con il diverso, con il nuovo, con l’inaspettato nascono opportunità e nuove soluzioni.
X è un traguardo: è il punto sulla mappa dove è sepolto il tesoro; è la destinazione prevista al momento della partenza; è l’obiettivo sulla lista delle cose da fare che abbiamo ottenuto; è una nuova meta che desideriamo raggiungere.
La nostra vita è fatta di esperienze e da ciascuna abbiamo l’opportunità di imparare più di quanto possiamo leggere, a patto di avere le chiavi di lettura per quello è è un textbook 3D.
Il nostro modo di formarci, di imparare, si è basato per quasi 200 anni sui libri di testo: l’apprendimento teorico tramite la lettura e l’immaginazione. Il bisogno era di sopperire all’impossibilità di fornire a ogni studente un docente individuale. Non è, però, il modo più efficace per ottenere risultati.
Per i precedenti 2000 anni l’istruzione si è basata sul rapporto esperienziale tra un mentore e un allievo. Oggi, quel rapporto è stato quasi del tutto perso e viene sostituito da programmi “standard”, basati su curricula puramente accademici e con ben pochi esempi di vita reale: chi insegna raramente ha vissuto ciò di cui racconta. Questo non rende l’apprendimento di per sé inefficace, ma gli fa perdere una componente importante: perché a che serve imparare se poi non riusciamo a tradurre ciò che abbiamo appreso.
Inoltre, il carico maggiore dell’apprendimento nella formazione odierna, proprio in virtù della dispersione dell’attenzione del docente, ricade quasi interamente sulle spalle del discente, a volte non sufficientemente equipaggiato ad affrontarlo.
Spesso parliamo di talento; parliamo di capacità o persino di “buona volontà” del singolo. Nella mia esperienza di docente, non c’è stata una volta in cui abbia pensato che uno studente non fosse in grado di farcela. Non una sola volta.
Si tratta allora di una falla del sistema? D’altronde, non c’è persona – specie in giovane età – che non sia propensa a imparare e che non impari qualcosa nella vita. Ciò che è difettoso è la qualità dell’insegnamento.
Io mi occupo di rendere la didattica di qualsiasi materia non solo accessibile, ma efficace. La prima richiede una semplificazione, la seconda che quanto studiato non venga ipersemplificato.
Lo faccio attraverso un recupero di quella dimensione umana dell’apprendimento: il primo passo è capire gli studenti e le loro difficoltà e oggi abbiamo gli strumenti per formare più individui senza tralasciare le necessità di nessuno.
Gli adulti come i ragazzi oggi possono perseguire la strada di un apprendimento continuo in modi che gli strumenti finora disponibili non avevano reso possibile: che si tratti di crescita personale o di formazione per la propria carriera, è possibile oggi migliorarsi facendo sì che ne traggano beneficio anche le relazioni interpersonali.
Ogni incontro con l’altro è un’esperienza che può essere progettata per ispirare, convincere, trasformare. Qui troverai strategie, strumenti e riflessioni per dare voce alle tue idee, affinché siano ricordate e valorizzate, affinché la tua voce risuoni e ti porti verso nuovi traguardi.
Comunichiamo in ogni singolo momento della nostra vita, nella vita personale e in quella professionale. Se credi che la comunicazione sia solo parole, o il risultato di quattro semplici regole di retorica, ti invito a scoprire quanto può essere potente quando è intenzionale.